Recensione

Giorno 154: Recensione Canon Pixma PRO-100

Ok, eccomi qui, qualche mese dopo, a scrivere una nuova recensione e non un articolo polemico :)Oggi vi parlerò della mia esperienza con la Canon Pixma PRO-100, una stampante professionale che sforna delle stampe A3+ (33x48cm). Perché mi sono comprato una stampante? Sostanzialmente mi ero rotto le scatole di portare le mie foto a laboratori che, seppur buoni, mi hanno dato risultati altalenanti, facendomi spendere troppi soldi per stampe che alla fine non mi soddisfacevano più di tanto. Ho pensato quindi che, se qualcuno doveva sbagliare, dovevo essere io.. all'inizio. Perché una volta imparato come stampare BENE lo farò sempre ala stessa maniera.. e poi spendo meno!

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Sentimenti

Chiunque abbia provato a stampare personalmente le sue fotografie sa benissimo di cosa parlo, e mi piacerebbe passare il "sentimento", il concetto, anche a tutti i lettori di questo piccolo articolo. Stampare una foto è un'esperienza da provare. La possibilità di tenere in mano un ricordo, un posto, un'istante della vita (che sia la nostra o di qualcun altro) è una cosa che è andata lentamente perdendosi con l'avvento del digitale, di facebook e delle "nuvole" nel quale mettiamo i nostri ricordi. Le foto su facebook durano un click, nel migliore dei casi qualche settimana se si tratta delle foto profilo, ma sono tutte destinate a finire inesorabilmente nel dimenticatoio. La foto stampata invece, se la si appende/incornicia/appoggia in un punto strategico, ogni volta che ci si passa davanti il ricordo riaffiora vivido come quando è stata stampata, è un valore. Ogni carta ha il suo feeling, e anche se si spende un po' bisogna provarle per trovare quella che più si adatta a quello che cerchiamo. In questi due mesi ho provato a stampare su supporti diversi, come la carta fotografica Luster, Matte, e la più classica lucida, tutte rigorosamente Canon. Al momento devo ancora provare la carta da esposizione detta "Museum Etching" in cotone, la pro-platinum, e la semi-lucida, che col tempo arriveranno sicuramente. Ma per ora posso dirvi quali sono le sensazioni e il feeling che si prova con le carte che ho provato:

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Carta fotografica lucida: E' la classica carta da fotografia, penso che quasi tutti almeno una volta nella vita abbiano provato a tenerla in mano, i riflessi sono molto accentuati, ovviamente. Detto questo, il peso del foglio è relativamente normale, si sente di avere in mano un prodotto di qualità e i colori sono ben riprodotti.

Carta fotografica "Premium Matte": Questa carta è particolarmente adatta per il bianco e nero, anche i colori li rispecchia in maniera sopraffina. Il tatto è molto simile a quello che si ha con i fogli da disegno tecnico, ma si ha una sensazione di toccare qualcosa di ancora più liscio, e che ha una consistenza è più rigida.

Carta fotografica "Luster": Questa carta è un piacere prima per gli occhi poi per il tatto: i colori sono vividi, e saturi, i bianchi sono purissimi e il bianco e nero risulta davvero spettacolare. Presenta un leggero riflesso, ma non è comparabile con quello della carta lucida, è sicuramente meno accentuato. Al tatto la carta si presenta molto porosa e pesante (vi sto parlando dei fogli A3+) e si ha la sensazione di tenere in mano (quasi) la tela di un quadro.

La stampante

La Pixma PRO-100 è una stampante voluminosa, nonché molto pesante: misura circa 70x40x20 cm di lato lungo quando è chiusa, mentre con i carrelli per la carta misura anche nel lato "corto" circa 60cm e il suo peso si aggira attorno a 20kg. Esteticamente ha una linea pulita, presenta solamente tre tasti ed è priva di monitor per la visione delle foto. Ha una porta USB che permette di collegare le fotocamere Canon, per effettuare la stampa direttamente dalla macchina fotografica. L'installazione delle cartucce è molto semplice, sono indicati tutti e 8 i colori e quando la cartuccia è stata alloggiata nell'apposito spazio si accende un led rosso per la conferma dell'inserimento corretto. La luce led poi ha un'altra funzione, che vedremo più avanti. Prima di procedere con questa operazione però, si deve necessariamente inserire la testina di stampa, che è racchiusa in un involucro ad umidità controllata. Alla prima accensione la Pixma PRO-100 stamperà i classici fogli per la calibrazione di tutti i meccanismi e della testina di stampa. La prima stampa dopo l'accensione è quella più lunga, perché la stampante deve scaldare la testina, mentre le successive stampe saranno molto più veloci.

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Il software che fa la differenza

La Pixma PRO-100 è un'ottima stampante, ma grazie al software Print Studio Pro raggiunge l'eccellenza, tanto da renderla adatta alle stampe esposte nelle gallerie d'arte. Il plugin si installa facilmente e viene azionato dai menù di Photoshop Lightroom e Photoshop CS6/CC. I menù sono abbastanza intuitivi e c'è la possibilità di scegliere i profili adatti ad ogni tipo di carta fotografica prodotta da Canon. Si possono anche caricare dei profili ICC forniti dalle case che producono carte fotografiche. Il vero pregio di questo software non è tanto nei menù, ma in quello che fa al momento dell'importazione della foto e al momento della stampa: se scattate in RAW potete apportare tutte le modifiche che volete ovviamente, ma poi ciò che vedete a monitor il più delle volte non è simile a quello che viene poi stampato. Print studio PRO invece, legge le impostazioni di colore del vostro monitor e fa un render dell'immagine per avere una stampa il più vicino possibile a quello che vedete sul vostro computer, e le stampe saranno sempre una gioia per gli occhi, cromaticamente perfette.

Consumi

I Consumi di questa stampante sono molto contenuti a mio modo di vedere: ho avuto una stampante fotografica qualche anno fa, e se avessi stampato tanto quanto ho fatto con la Pixma PRO-100 probabilmente.. anzi, sicuramente avrei speso una fortuna. Una cosa che non mi soddisfa per niente è come il driver Canon misuri l'inchiostro: purtroppo ci sono solo 4 "tacche", e misurare l'inchiostro con precisione è pressoché impossibile. Allo stato attuale ho stampato qualcosa come 200 fogli 10x15 circa 25 fogli A4 (20x30cm) e 2 A3+ (33x48cm) consumando completamente una cartuccia sola! Le altre ovviamente non sono al 100% ma sono ben oltre il 25%, quindi devo dire che per questo aspetto sono estremamente soddisfatto. I consumi comunque, dipendono strettamente dal tipo di carta che viene utilizzata: la carta fotografica lucida consuma pochissimo inchiostro, mentre le carte professionali "Premium Matte" e "Luster" assorbono una copiosa quantità di colore e metteranno al tappeto le vostre cartucce piuttosto velocemente, in particolare se stampate in grande formato. Gli inchiostri non costano poco, infatti per ogni colore bisogna sborsare dai 15 ai 25 euro. L'unica opzione per avere un po' di risparmio è comprarle tutte insieme, ma viene comunque a costare circa 110€, che equivale circa a 14€ per ogni cartuccia. Adesso arriviamo alla seconda funzione dei led installati sui serbatoi d'inchiostro: quando sono quasi scarichi il led comincia a lampeggiare, mentre quando sono completamente finiti, lampeggia più velocemente, in modo da poter cambiare cartuccia molto velocemente e senza sbagliare.

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Conclusioni

La Pixma PRO-100 è uno di quegli accessori che non può mancare ad un fotografo molto appassionato o al professionista. La possibilità di controllare ogni fase della fotografia, dallo scatto, allo sviluppo fino alla stampa, per quanto mi riguarda è fondamentale per ottenere dei risultati eccellenti a prezzi relativamente contenuti. L'investimento iniziale è importante, ma viene poi ripagato nel tempo e soprattutto dalla qualità delle stampe che si possono ottenere. La stampante ha un solo piccolo difetto, che essendo dato dal driver spero venga sistemato presto. La carta fotografica è un universo da esplorare, e ci vuole molto tempo e denaro per trovare quella che si avvicina di più alle nostre preferenze, ma sicuramente vale la pena di farlo.

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Giorno 151: Recensione di Lightroom 5

L'ultima versione di Lightroom con l'introduzione del filtro radiale, del nuovo metodo per la rimozione delle macchie, la correzione automatica della prospettiva e le prestazioni top, si propone come una vera e propria alternativa a Photoshop per i fotografi. Vediamo ne dettaglio i vari miglioramenti che questo nuovo programma propone. Prima apertura La prima volta che si apre Lightroom 5 il programma deve aggiornare la libreria di della versione precedente per fare in modo che tutte le novità possano essere utilizzate. Bene. Se avete una libreria come la mia principale, che conta circa 17000 foto, prendete e andate a fare un giro con il cane o fate merenda o fate una corsa. Ci mette un'infinità. Stessa cosa se avete più librerie, dovrete aggiornarle tutte. Una volta aperto però, la velocità è più o meno quella di sempre nelle operazioni "di tutti i giorni" e la veste grafica è rimasta invariata, quindi non avrete problemi nel trovare ciò che vi serve. La libreria è rimasta uguale, mentre nel pannello di sviluppo, il cursore del pennello è stato accorciato, per far posto al nuovo filtro radiale, mentre le altre novità sono integrate negli strumenti che si utilizzano abitualmente.

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Filtro radiale Il filtro radiale è probabilmente la più grande innovazione introdotta in questa versione di Lightroom. Troviamo il suo il pulsante di fianco al pennello, perfettamente integrato con il design del programma. Il filtro radiale all'atto pratico ha le stesse funzioni dei pennelli: quindi possiamo regolare esposizione, contrasto, saturazione ecc. ma ha tre enormi vantaggi: una volta applicato l'effetto voluto si può spostare in tutta l'estensione della foto, si può modificare la quantità di sfumatura che si vuole dare ed infine si può decidere se le correzioni vadano applicate all'interno o all'esterno dell'area selezionata, semplicemente spuntando la casella "inverti maschera", che sta poco al di sotto dello slider sfumatura. Queste cose che con il vecchio strumento pennello non si potevano fare e che costringevano l'utente ad eliminare il pennello e ricominciare da zero.

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Rimozione delle macchie Anche la rimozione delle macchie ha beneficiato di un restyling notevole: la funzione adesso assomiglia sempre di più a quella che troviamo in Photoshop CS6/CC ed è uno dei motivi per cui Lightroom sta diventando la soluzione perfetta per il fotografo appassionato ed il professionista che lavora molti file in serie, vediamo perché. La prima cosa, comodissima, è la funzione "visualizza imperfezioni" che aiuta ad individuare i granelli di polvere e le imperfezioni sul sensore. Ecco la visione prima e dopo l'attivazione della funzione:

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Come possiamo vedere chiaramente dalle immagini le imperfezioni vengono evidenziate notevolmente, rendendo più veloce ed efficace l'eliminazione della povere.

La seconda novità riguarda il modo di eliminare le macchie: nella versione precedente per eliminare un "pelo" depositato sul sensore, bisognava usare più "spot" oppure usarne uno talmente grande da diventare troppo evidente, e quindi bisognava ricorrere a Photoshop CS6, con il content aware. Adesso tenendo cliccato il mouse e passando il cursore sull'imperfezione, Lightroom applica più o meno la stessa funzione di photoshop, andando a cercare parti dell'immagine che si possano sovrapporre all'area selezionata, con il vantaggio che possiamo modificare la selezione in un secondo momento.

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Correzione della prospettiva Questa novità appare nel menù correzione lente, e permette di analizzare la fotografia e di modificare linee e convergenze in modo da ottenere un risultato simile agli obiettivi tilt-shift. Ci sono varie modalità, ma le più interessante a mio modo di vedere sono "in piano", che raddrizza automaticamente l'orizzonte, e automatico, che invece si pone di modificare la foto in maniera tale che assomigli a ciò che vediamo. A volte però lo strumento non è così preciso e rischia di deformare a tal punto la fotografia da dover procedere manualmente. Sicuramente è un'ottimo inizio per questa nuova funzionalità, ma di certo verrà migliorata ulteriormente con i prossimi aggiornamenti.

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Nuovi Algoritmi La cosa più interessante di Lightroom 5 però, è un cambiamento che è stato fatto al "motore" che alimenta questo programma: è la velocità nell'esportazione e nelle operazioni su una grande quantità di files. Utilizzo un iMac del 2008 con processore da 3,06GHz, ma mi sembra di aver cambiato computer. I dati reali indicano un amento delle prestazioni che vanno dal 30% al 60%: Con l'ultima verisone di Lightroom 4, esportavo circa 3,5 foto al minuto con i files da 22 megapixel della 5D Mark 3, mentre adesso la media è di 8,3. Una velocità che si riflette un po' meno nei file da 5 megapixel sfornati dalla stessa reflex: da 11.6 si è passati a 15.1 foto al minuto.

Vale la pena di fare l'upgrade? Se siete dei fotografi che non hanno problemi di tempo, quindi se siete appassionati o avete delle scadenze lunghe, secondo me le novità introdotte da Lightroom 5 non cambieranno il vostro modo di operare. Se invece vi occupate a tempo pieno di fotografia e dovete consegnare molte foto in poco tempo, questo è il programma che fa per voi. Le novità sono interessanti, ma secondo me non giustificano un upgrade, a meno che abbiate Lightroom 3.

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