Giorno 172: QUALE PARTE DI EYJAFJALLAYÖKULL NON TI È CHIARA? 4 di 10

Ci alziamo presto e partiamo immediatamente per la "capitale del nord": Akureyri. E' la più grande città della parte settentrionale dell'isola, ma definirla "capitale" per chi è abituato l termine, fa quasi sorridere.

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È un grande paese portuale, che non supera le dimensioni di una cittadina medio-piccola in Italia. Detto questo però, fra le sue attrazioni troviamo una chiesa fatta dallo stesso designer che della Hallgrímskirkja di Reykjavìk, un giardino botanico e un grande museo circolare, che fotografo solo dall'esterno.

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Ci fermiamo qualche ora, e subito dopo pranzo partiamo alla volta di Goðafoss. Dalla strada si vede l'acqua nebulizzata dalla forza della cascata, ed una volta arrivati la potenza e la maestosità del posto lascia letteralmente a bocca aperta.

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I colori che crea nella parte sottostante sembrano quasi innaturali: dal blu al turchese, passando per un verde quasi fosforescente delle alghe sulle sponde, il tutto contornato da rocce laviche e una sabbia granulosa e nera. La giro in lungo e in largo per ottenere la miglior foto possibile sia della cascata, aiutato dai miei compagni di viaggio per farmi fare una foto.

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Dopo circa un'ora e mezzo riprendiamo la nostra Vitara e ci spostiamo nella zona del Myvatn, dove si alternano campi di lava sterminati a zone paludose molto estese e suggestive.

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Non facciamo in tempo a scendere dall'auto che nuvole di moscerini si levano in volo ed iniziano a darci un po' fastidio.

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Il giro dura circa una mezz'ora ma è molto bello, se andate consiglio vivamente di farlo. Per arrivare a Husavìk, dove alloggeremo la notte, il paesaggio varia moltissimo: si passa da posti dove sembra di stare nel deserto del Nevada, ad altri dove sembra di essere in toscana.

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Husavìk ci accoglie con una nuvola bassissima che crea uno scenario che sembra uscito da un libro di Stephen King, ma oltre a questo non ha molto da offrire: l'unica attrattiva è l'osservazione delle balene, ma nonostante ci siano parecchie compagnie che danno questa possibilità, il costo è particolarmente elevato e, avendole viste nei giorni precedenti, decidiamo di evitare la spesa.

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Mangiamo vicino al porto un panino con un filetto di pesce (piuttosto che la solita zuppa di pesce, va bene anche una cosa così) e poi ci spostiamo verso l'ostello, che dista circa 20km dalla cittadina, immerso nel nulla. 

Il viaggio ci porterà a percorrere oltre tremila chilometri in auto e più di cento a piedi. Per non perdervi nemmeno una foto seguitemi su Facebook ed Instagram, ricordo inoltre che se vi piace qualche foto potete contattarmi per averne una copia stampata!