Giorno 174: QUALE PARTE DI EYJAFJALLAYÖKULL NON TI È CHIARA? 6 di 10

Ci alziamo con la solita calma e la padrona di casa (siamo in un airbnb) ci offre una tazza di caffè. Prima di fare le valigie mi cade l'occhio su una foto di un depliant che rappresenta una cascata che non conosco: Flogafoss. Chiediamo informazioni e scopriamo che è quasi di strada, per cui decidiamo di andarci. Ci fermiamo nel paese successivo per completare la colazione e partiamo per la prima inaspettata tappa. Nello scendere dall'auto scopriamo che il braccetto della nostra suzuki si è rotto, cerchiamo di sistemarlo e purtroppo, senza successo. Un po' preoccupati ci incamminiamo verso la cascata. Il percorso è abbastanza accidentato, guadiamo il piccolo torrente un paio di volte prima di raggiungere il posto. L'acqua compie un salto di sessanta metri ed è davvero mozzafiato.

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Dopo aver fatto qualche foto ripartiamo. L'autostrada principale ci fa fare il giro della costa, il vento che spazza chilometri e chilometri di parco naturale è fortissimo e sposta anche l'auto.

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Durante il tragitto ci fermiamo per mangiare e la fortuna vuole che nel paese ci sia l'unica officina che abbiamo trovato fino ad ora e il meccanico ci sistema il problema senza chiederci nemmeno una corona.

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Nel paese ci sono delle installazioni artistiche, che però sinceramente non mi colpiscono granché. Mentre guidiamo ci fermiamo spesso per fare alcune foto al paesaggio, e mi accorgo che potremmo essere nei dintorni di Stokksnes, uno dei luoghi per l'islanda mi ha rapito il cuore. 

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La benzina scende velocemente, per cui prima di andare in uno dei luoghi più spettacolari dell'isola, andiamo a Höfn per fare rifornimento. Una volta arrivati in location scopriamo che è l'unico posto dove si paga per entrare, e dopo tanta strada, anche se di controvoglia, pago le 800 corone necessarie per entrare.

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La sabbia nera è quasi irreale, questi pennacchi verdi che spuntano dal nulla sembrano parte di un set cinematografico, le raffiche di vento alzano la sabbia, che mi colpisce mentre cerco di portare a casa la foto. Uno sforzo che ripaga ampiamente il risultato.

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Ci spostiamo nuovamente in città per cenare, i miei compagni si viaggio durante la mia assenza hanno scoperto che i ristoranti costano moltissimo, per cui ripieghiamo su una pizzeria. Inizialmente un po' titubante, mi convinco. I prezzi della nostra pietanza sono davvero folli, ma almeno è la migliore che ho mangiato al di fuori dell'Italia. La città di Höfn non ha molto da offrire, fatta eccezione per un'installazione artistica che rappresenta il sistema solare in scala ridotta, facendoti passeggiare su un lungomare che ci regala un tramonto mozzafiato sul ghiacciaio più grande d'europa.

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La nostra guesthouse è immersa nel nulla, il vento è fortissimo ma la stanchezza si fa sentire. Domani dobbiamo vedere un sacco di cose e macinare una marea di chilometri, per cui la sveglia suona prestissimo.

Il viaggio ci porterà a percorrere oltre tremila chilometri in auto e più di cento a piedi. Per non perdervi nemmeno una foto seguitemi su Facebooked Instagram, ricordo inoltre che se vi piace qualche foto potete contattarmi per averne una copia stampata!