Giorno 167: Il mio primo viaggio in A(n)sia. Cronache dal Myanmar.

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Il sole non è ancora sorto e noi siamo già in reception per affittare la moto elettrica. La temperatura è decisamente fresca e durante il tragitto notiamo una discreta attività vista la scarsità di popolazione e l'ora. Arriviamo alla pagoda notando che non siamo i primi ad arrivare sul luogo. Saliamo le ripidissime scale facendoci luce con il telefono ed arriviamo a circa 30-40 metri d'altezza. Troviamo il punto ideale per la ripresa e nell'attesa vediamo il posto riempirsi di gente.

In particolare nell'ultimo piano della pagoda la quantità di fotografi pronti con obiettivi e macchine fotografiche degne di una partita di serie A è davvero impressionante: poco prima dell'alba è quasi impossibile spostarsi anche di un paio di metri. Dopo una lunga attesa le mongolfiere finalmente spiccano il volo, ma il vento sfavorevole non le fa avvicinare abbastanza da ottenere la classica foto-cartolina di Bagan.

Attendiamo che la gente scenda per fare un paio di foto sulla sommità della costruzione, sfruttando la golden hour e l'altezza. Incontriamo una coppia di italiani che come noi sta girando questa meravigliosa nazione, e ne approfittiamo per fare due chiacchiere. Riprendiamo il nostro mezzo e ci dirigiamo verso il mercato di Bagan dove, a differenza degli altri mercati che abbiamo visitato, i venditori sono decisamente più aggressivi impedendoci quasi la possibilità di passeggiare liberamente. Allo stesso tempo il posto sembra molto più ordinato e la tipologia della merce è più varia.

La levataccia ci porta a decidere di tornare in hotel per riposare in vista del pomeriggio, e verso ora di pranzo ci svegliamo per andare a guardare altri tempietti disseminati lungo la strada principale. Ci fermiamo per circa un'ora sulla pagoda Sulamani, mentre riposiamo ed ammiriamo il paesaggio che difficilmente potremo ammirare di nuovo durante il corso della nostra vita.

Torniamo nello stesso punto visitato in mattinata per godere della vista del tramonto, ma prima ne approfittiamo per fare un giro in loco, visto che è abbastanza presto. Con nostra enorme sorpresa ai piedi del luogo di culto, all'interno di una costruzione troviamo una statua di buddha lunga non meno di venticinque metri, di cui nessuna guida parla.

Saliamo nuovamente l'enorme struttura e ancora una volta vediamo gli ultimi piani affollarsi di fotografi, questa volta con macchine ed obiettivi ancora più costosi. Nell'attesa conosciamo una simpatica coppia cinese, con la quale facciamo qualche foto divertente. Il tramonto purtroppo è una delusione ancora più grande, in quanto nel momento clou dell'avvenimento, il sole sparisce dietro alla foschia e alle spesse nuvole che coprono l'orizzonte. La nostalgia di casa è troppo forte e decidiamo di tornare al ristorante italiano, dove ordino una pizza margherita molto buona. Domani mattina il primo di quattro aerei che ci riporteranno in italia parte alle 10.40 quindi torniamo in hotel per fare le valigie. Italia, si torna indietro!

Rileggendo questo diario di viaggio, mi rendo conto della miriade di cose che ho visto. Mi rendo conto anche che questa testimonianza serve più a me che a voi, perché ho scritto questo testo mentre ero a quasi diecimila chilometri da casa, in un momento della mia vita a dir poco perfetto, dove lavoro e relazioni personali vanno alla grande e così voglio ricordarlo per sempre. Le moltissime foto che avete visto sono solo una piccola frazione di quelle che ho fatto, ma ogni fotografia l'ho scattata con l'intenzione di tenerla. Questo paese mi ha dato tanto, non solo in termini di cultura ma anche in voglia di viaggiare ed esplorare l'Italia ed il mondo. Infatti settimana prossima vi racconterò cosa sono andato a fare in Trentino!