Giorno 166: Il mio primo viaggio in A(n)sia. Cronache dal Myanmar.

Come sorge il sole, i miei occhi si aprono automaticamente, come sempre. Oggi ce la prenderemo un po' più comoda del solito in quanto, vista la distanza e il caldo che bisogna sopportare fra un punto d'interesse e l'altro, la bicicletta è stata soppiantata da una moto elettrica. Per cui circa tre ore dopo il mio risveglio, andiamo a fare una sostanziosa colazione a base di pancake e succo di frutta, per poi metterci in movimento. L'aria del mattino è particolarmente piacevole andando in moto, e abbiamo più tempo per girare le varie pagode.

Ci fermiamo in molti posti, dove ogni volta il rito prevede di togliersi scarpe e calzini, visitare il sito, rimettersi tutto e riprendere la marcia. Alcune pagode ci colpiscono per il contrasto che abbiamo visto anche ieri: Buddha palesemente nuovi in luoghi antichissimi e consumati dal tempo.

Osserviamo inoltre alcuni luoghi dove il tempo non ha intaccato parte degli antichi affreschi, lasciandoci letteralmente a bocca aperta, altri dove le porte sono a dir poco meravigliose.

In una pagoda, guardando il muro di circa cinque metri all'interno si possono vedere una miriade di alloggiamenti dove vengono riposte le statuette della divinità. La nostalgia di casa si fa più forte che mai quando leggiamo sulla guida la parola "focaccia" per cui c dirigiamo verso l'unico ristorante italiano a Bagan.

Vogliamo restare leggeri ed oltre al primo piatto ordiniamo un'insalata, seguita da una fetta di torta. Tutto squisito. Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con la simpaticissima proprietaria, decidiamo che il caldo è troppo opprimente e prima di riprendere il nostro mezzo elettrico, ci fermiamo un'oretta al fresco della nostra camera d'albergo. Riprendiamo la marcia e continuiamo a vedere pagode e tempietti, dando sempre un occhio alla guida per evitare di perdere tempo in quelli visitati durante la mattina ma, nonostante tutto,  qualche errore lo commettiamo.

Il caldo durante il pomeriggio a tratti è meno intenso, quindi riusciamo a goderci ancora di più il giro. Il tramonto ormai è vicino e decidiamo di avvicinarci a quella che sarà la primissima meta di domani mattina.

Il posto è imponente, ma purtroppo la scarsità di luce non ci permette di visitare l'interno e inoltre, scopriamo che non è esattamente il punto migliore per fare foto all'alba, in quanto non è possibile accedere ai livelli superiori. Nelle vicinanze c'è un'altra pagoda e da lontano vediamo assiepate centinaia di persone, decidiamo quindi, che quella sarà la nostra prima meta, domani mattina.

Ritorniamo in albergo, e con amarezza scopriamo che la nostra camera è piena di zanzare, per cui ci mettiamo all'opera per compiere una disinfestazione alla vecchia maniera. Ne contiamo circa quindici quando ormai è ora di cena, ed essendo entrati ormai nel mood del cibo occidentale, torniamo dove siamo stati ieri sera, per un altro hamburger. La sveglia domani suonerà molto prima dell'alba, ma lo spettacolo vale ogni minuto che non passeremo nel letto.