Giorno 165: Il mio primo viaggio in A(n)sia. Cronache dal Myanmar.

Il taxi è puntuale e dopo un viaggio praticamente fatto nel totale silenzio, rotto solo dalle infinite buche dell'autostrada, arriviamo all'aeroporto. Mi stupiscono in maniera molto negativa i controlli di sicurezza: non mi hanno controllato le tasche e mi hanno fatto passare senza problemi. Avrei potuto avere addosso un'arma nucleare, droga e quant'altro, tanto i biglietti non sono nemmeno nominali.

Arrivati a Bagan notiamo immediatamente come gli abitanti e la località siano più a misura di turista: moltissimi parlano inglese e il trasferimento all'hotel è velocissimo, Il tassista mentre guida, ci parla e chiede informazioni. La zona dove alloggiamo è curata e pulita, sembra di essere in una località marittima. Il clima è particolarmente caldo ma fortunatamente si sente poco l'umidità. Dopo aver mangiato un piatto di noodles con pesce in un ristorante poco fuori dall'hotel, ci incamminiamo alla volta dei templi più importanti della zona, che ne conta più di duemila.

Il più vicino ricorda vagamente la pagoda shwedagon di yangon, con la differenza che non c'è così tanta gente ed è decisamente più bassa. Veniamo invitati a lanciare dei fiori alle statue della divinità da delle donne, che vogliono poi una domazione. Il complesso è esteso e per uscire si può percorrere un lungo corridoio disseminato di venditori di souvenir.

Raggiungiamo a piedi altre pagode e piccoli templi, tutti molto simili fra loro: immersi nella sabbia e nelle sterpaglie, insieme a piccoli ma rigogliosi alberi, ne vediamo alcuni lasciati andare in rovina, altri ben tenuti. Su un paio riusciamo anche ad arrivare ai livelli superiori, dove possiamo godere di un panorama unico. La perenne foschia che aleggia in questa zona del mondo rende l'atmosfera magica e ne approfitto per farmi forse la prima foto da quando siamo atterrati in myanmar.

Arriviamo ad una pagoda particolarmente grande e affollata, piena dei soliti venditori di souvenir, ma questa volta anche di fedeli. Non si può fare a meno di notare la differenza fra le statue di buddha ed il resto della struttura: le prime sembrano (e probabilmente sono) recenti mentre il tempio è palesemente antico, in quanto i vari affreschi e decorazioni sono in parte andate distrutte. Proviamo a visitare altri luoghi di culto, ma il caldo e la stanchezza ci fanno desistere.

Dopo ben quarantacinque minuti di cammino per tornare all'hotel, ci sediamo per mangiare e, in base alle recensioni trovate su internet, decido che il cibo occidentale mi manca troppo ed ordino un succulento hamburger di manzo. Mai stato meglio in vita mia, al ristorante c'è pure il wifi! La camera è essenziale ma confortevole e il letto è bello grande, e non vedo l'ora di mettermi a dormire.