Giorno 151: Recensione di Lightroom 5

L'ultima versione di Lightroom con l'introduzione del filtro radiale, del nuovo metodo per la rimozione delle macchie, la correzione automatica della prospettiva e le prestazioni top, si propone come una vera e propria alternativa a Photoshop per i fotografi. Vediamo ne dettaglio i vari miglioramenti che questo nuovo programma propone. Prima apertura La prima volta che si apre Lightroom 5 il programma deve aggiornare la libreria di della versione precedente per fare in modo che tutte le novità possano essere utilizzate. Bene. Se avete una libreria come la mia principale, che conta circa 17000 foto, prendete e andate a fare un giro con il cane o fate merenda o fate una corsa. Ci mette un'infinità. Stessa cosa se avete più librerie, dovrete aggiornarle tutte. Una volta aperto però, la velocità è più o meno quella di sempre nelle operazioni "di tutti i giorni" e la veste grafica è rimasta invariata, quindi non avrete problemi nel trovare ciò che vi serve. La libreria è rimasta uguale, mentre nel pannello di sviluppo, il cursore del pennello è stato accorciato, per far posto al nuovo filtro radiale, mentre le altre novità sono integrate negli strumenti che si utilizzano abitualmente.

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Filtro radiale Il filtro radiale è probabilmente la più grande innovazione introdotta in questa versione di Lightroom. Troviamo il suo il pulsante di fianco al pennello, perfettamente integrato con il design del programma. Il filtro radiale all'atto pratico ha le stesse funzioni dei pennelli: quindi possiamo regolare esposizione, contrasto, saturazione ecc. ma ha tre enormi vantaggi: una volta applicato l'effetto voluto si può spostare in tutta l'estensione della foto, si può modificare la quantità di sfumatura che si vuole dare ed infine si può decidere se le correzioni vadano applicate all'interno o all'esterno dell'area selezionata, semplicemente spuntando la casella "inverti maschera", che sta poco al di sotto dello slider sfumatura. Queste cose che con il vecchio strumento pennello non si potevano fare e che costringevano l'utente ad eliminare il pennello e ricominciare da zero.

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Rimozione delle macchie Anche la rimozione delle macchie ha beneficiato di un restyling notevole: la funzione adesso assomiglia sempre di più a quella che troviamo in Photoshop CS6/CC ed è uno dei motivi per cui Lightroom sta diventando la soluzione perfetta per il fotografo appassionato ed il professionista che lavora molti file in serie, vediamo perché. La prima cosa, comodissima, è la funzione "visualizza imperfezioni" che aiuta ad individuare i granelli di polvere e le imperfezioni sul sensore. Ecco la visione prima e dopo l'attivazione della funzione:

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Come possiamo vedere chiaramente dalle immagini le imperfezioni vengono evidenziate notevolmente, rendendo più veloce ed efficace l'eliminazione della povere.

La seconda novità riguarda il modo di eliminare le macchie: nella versione precedente per eliminare un "pelo" depositato sul sensore, bisognava usare più "spot" oppure usarne uno talmente grande da diventare troppo evidente, e quindi bisognava ricorrere a Photoshop CS6, con il content aware. Adesso tenendo cliccato il mouse e passando il cursore sull'imperfezione, Lightroom applica più o meno la stessa funzione di photoshop, andando a cercare parti dell'immagine che si possano sovrapporre all'area selezionata, con il vantaggio che possiamo modificare la selezione in un secondo momento.

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Correzione della prospettiva Questa novità appare nel menù correzione lente, e permette di analizzare la fotografia e di modificare linee e convergenze in modo da ottenere un risultato simile agli obiettivi tilt-shift. Ci sono varie modalità, ma le più interessante a mio modo di vedere sono "in piano", che raddrizza automaticamente l'orizzonte, e automatico, che invece si pone di modificare la foto in maniera tale che assomigli a ciò che vediamo. A volte però lo strumento non è così preciso e rischia di deformare a tal punto la fotografia da dover procedere manualmente. Sicuramente è un'ottimo inizio per questa nuova funzionalità, ma di certo verrà migliorata ulteriormente con i prossimi aggiornamenti.

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Nuovi Algoritmi La cosa più interessante di Lightroom 5 però, è un cambiamento che è stato fatto al "motore" che alimenta questo programma: è la velocità nell'esportazione e nelle operazioni su una grande quantità di files. Utilizzo un iMac del 2008 con processore da 3,06GHz, ma mi sembra di aver cambiato computer. I dati reali indicano un amento delle prestazioni che vanno dal 30% al 60%: Con l'ultima verisone di Lightroom 4, esportavo circa 3,5 foto al minuto con i files da 22 megapixel della 5D Mark 3, mentre adesso la media è di 8,3. Una velocità che si riflette un po' meno nei file da 5 megapixel sfornati dalla stessa reflex: da 11.6 si è passati a 15.1 foto al minuto.

Vale la pena di fare l'upgrade? Se siete dei fotografi che non hanno problemi di tempo, quindi se siete appassionati o avete delle scadenze lunghe, secondo me le novità introdotte da Lightroom 5 non cambieranno il vostro modo di operare. Se invece vi occupate a tempo pieno di fotografia e dovete consegnare molte foto in poco tempo, questo è il programma che fa per voi. Le novità sono interessanti, ma secondo me non giustificano un upgrade, a meno che abbiate Lightroom 3.

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