Giorno 133: Villa Greppi

Il post di oggi, è una riflessione nostalgica e un po' al di fuori da quello che faccio di solito, ma per una volta che mi son messo a riflettere su cosa c'è dietro agli ultimi scatti che ho fatto: tornare per la festa della primavera, dopo un anno nella scuola dove mi sono diplomato (anche se ho tenuto il corso di photoshop sin da novembre), è comunque una esperienza molto particolare. L'ambiente della scuola è qualcosa di speciale, perché quando sei dentro, non vedi l'ora di uscire ma poi, quando cominci a lavorare, non vedi l'ora di tornarci per ritrovare quel clima che per tanto tempo ti ha accompagnato. Con il tempo comunque, le cose cambiano e le persone che ci sono pure, ma in ogni angolo rivivi le scene che ti ricordano cosa sei stato e cosa ti ha portato ad essere quello che sei, rivedi persone che non incroci mai se non su facebook, si, è una cosa che mi piace molto.

Ma ampliando la riflessione a tutti gli scatti che faccio, e che fate, non vi viene in mente quando le avete scattate? Riguardando le prime foto che ho fatto con la Fujifilm s9600, ricordo come non sapevo una beneamata mazza di tempi, diaframmi, autofocus e composizione; riguardando quelli della 400D rivedo l'inesperienza legata all'uso del flash e tante altre cose, ma rivivo anche tutte le impressioni viste al momento, dicendo: "cavolo, una volta pensavo che questa foto.. era una bella foto.. chemmerda! Adesso la cancellerei alla prima passata.." Poi va beh, arrivano quelle della 40D e della 5D mark II, che però sono molto più recenti e le sensazioni sono più presenti e precise nella mente.

Troppo sentimentale. Il prossimo articolo che faccio è per spiegare come faccio queste foto, senza avere uno studio da still life, ma solo un macro, un flash esterno e un foglio bianco.

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