Giorno 108: Recensione Canon 8-15mm L Fisheye, prima parte.

Gli obiettivi fisheye non mi hanno mai incuriosito molto ma ogni volta che vado ad un evento dove si possono prendere in prestito gli obiettivi è uno dei modelli che chiedo sempre di provare. Esistono due tipi di fisheye: il circolare ed il “full frame”. Il primo ha solitamente una lunghezza focale estremamente bassa e crea all’interno della foto un cerchio che permette di visualizzare il mondo che lo circonda in 180° in qualunque direzione si sposti il nostro sguardo all’interno della fotografia, creando però dei bordi totalmente neri. Il secondo invece, i 180° li ha “solamente” da angolo ad angolo, e quindi per il lato più lungo, che sia verticale od orizzontale, abbiamo una visione di circa 140°, comunque più ampio di qualsiasi grandangolo sul mercato. Canon ha deciso di sostituire il suo 15mm fisheye con un’evoluzione, un obiettivo dalle alte prestazioni tipiche della serie L, ma questo non bastava: gli ingegneri della casa nipponica hanno sfoderato un vero e proprio capolavoro di tecnologia ottica, infatti l’8-15 è l’unico obiettivo fisheye al mondo che permette di avere la modalità circolare e full frame su fotocamere digitali a pieno formato, come la 5D mark II che è stata utilizzata per scattare le fotografie che potete vedere nella gallery. Bisogna dire che il prezzo non è proprio per tutti, infatti lo troviamo nel listino ufficiale Canon alla modica cifra di 2200€, che però se stiamo bene a guardare, è grossomodo la stessa somma che spenderemmo per comprare due obiettivi che fanno ottenere gli stessi risultati in termini di “forma” dell’immagine.

Questione di formato

La prima volta che si prende in mano l’obiettivo ci si rende conto che è solido come una roccia: le finiture sono eccellenti ed il peso contribuisce a dare sensazioni positive. Le due ghiere sono morbide ed estremamente precise e nel momento in cui si monta sulla macchina fotografica si riconosce la gomma caratteristica degli obiettivi tropicalizzati, che sono a prova quindi di acqua e polvere. Il paraluce comprende un tappo rigido che si aggancia ad esso ed una volta tolto si può vedere l’elemento frontale che risulta piuttosto grande. Come detto precedentemente, il Canon 8-15 mm L fisheye è stato studiato appositamente per offrire la possibilità ai fotografi che utilizzano fotocamere full frame come la 1Ds o la 5D Mark II, di avere la possibilità di utilizzare questo obiettivo in modalità full frame o circolare. In realtà l’obiettivo è stato studiato con questa estrema complessità ottica per offrire anche ai possessori di fotocamere APS-C o APS-H la possibilità di scattare fotografie con un fisheye full-frame e lo si può capire velocemente quando si prende in mano l’obiettivo per la prima volta: accanto al bollino rosso che indica dove sia l’innesto corretto, si leggono una piccola “c”, che corrisponde a 10mm, ed una “h”, che invece corrisponde a 12mm circa, che stanno appunto ad indicare quando il nostro obiettivo raggiunge la copertura di campo ideale per il formato della nostra fotocamera. Con le macchine Full Frame invece, si ha un fisheye circolare a 14 e a 15mm. I possessori delle fotocamere APS-C però, sono stati trattati davvero con i guanti: per loro infatti a destra della scala delle distanze si trova un tasto che permette di limitare tramite un blocco fisico la ghiera dello zoom all’altezza di 10mm in modo da non poterla spostare su lunghezze focali che causino un taglio netto dell’immagine causato dalla vignettatura. E’ possibile comunque scattare a 8 o 9mm ma si dovrà poi tagliare la fotografia in post produzione. Personalmente, credo che se questo limitatore di focale fosse stato possibile utilizzarlo a piacimento anche nelle full frame o nelle APS-H, sarebbe stato davvero una grossa comodità. Il fatto che sia uno zoom quindi, risulta essere un grande vantaggio per chi ha nel suo corredo dei corpi macchina con diverso fattore di crop. Un’ultima cosa da tenere in considerazione è il paraluce: per i possessori di fotocamere APS-C non risulta un problema ma con fotocamere con formati differenti, in particolare con le Full Frame, il paraluce comincia a vedersi da circa 12mm fino ad arrivare al tagliare ulteriormente la fotografia ad 8mm.

Una sfida continua

Indipendentemente dal formato però, questo obiettivo pone al fotografo una buona serie di sfide: l’angolo di campo così ampio infatti, è estremamente difficile da gestire: in primo luogo per la composizione, perché i nostri occhi non coprono un angolo effettivo di 180° e quindi bisogna dedicare molto tempo per abituare l’occhio e la mente a “pensare in fisheye” per avere delle immagini soddisfacenti. In secondo luogo, se si scatta con il sole alle spalle, è praticamente impossibile non rientrare con la propria ombra o con quella del cavalletto, in particolar modo se si scattano immagini circolari, bisogna sempre stare attenti a dove si mettono i piedi, perché quasi inevitabilmente li troveremo nella parte bassa della nostra foto. Se si scatta invece con il sole frontale ,o anche lateralmente, indipendentemente dal fatto che si stia fotografando un’immagine full frame o circolare, si andrà facilmente incontro a problemi di flare, che però questo obiettivo gestisce in maniera più che dignitosa contando che è un fisheye. Un problema che nasce invece quando la luce solare vien meno, riguarda l’illuminazione con il flash: la gamma di Speedlite Canon, permette di arrivare a una copertura fino ai 14mm, ma non fisheye. quindi come si supera questo problema? semplicemente, siccome l’obiettivo permette di avvicinarsi molto al soggetto, l’unico metodo abbastanza efficace, ma che non risolve del tutto il problema, per utilizzare il flash è appunto questo: avvicinarsi.

E guardo il mondo da un oblò!

Una volta superate le prime difficoltà ed averci fatto un po’ la mano, questo obiettivo diventa un vero e proprio spasso: inevitabilmente ci si ritrova a fotografare qualsiasi cosa, il suo angolo di campo è davvero pazzesco e la minima distanza di messa a fuoco pari a soli 15 cm, che si contano dal sensore, quindi gli oggetti stanno ad una distanza di 4-5cm dalla lente frontale, permette di fare anche delle macro interessanti ed uniche. Anche fare ritratti diventa estremamente divertente, perché con la sua distorsione deforma totalmente un viso e allo stesso tempo permette di fotografare anche i piedi, se si inquadra il soggetto dall’alto, facendoli risultare estremamente piccoli. Gli utilizzi di questo obiettivo però non si limitano solamente ai ritratti particolari o alle macro: il fisheye in generale è particolamente apprezzato negli sport estremi e nello skateboard, oltre ad essere particolarmente utile per feste ed eventi dove c’è poco spazio, oppure per i concerti, per accentuare ulteriormente la grandezza del posto dove si svolge infine, viene utilizzato anche per fotografare gli interni delle auto.

Oggi ho postato la prima parte che guarda prima di tutto le mie impressioni personali, domani vi scriverò cosa ne penso dell'autofocus, della qualità d'immagine e le conclusioni.

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