Giorno 70: Recensione Fuji X10

Primo contatto

Come mi è stata data, sono stato subito colpito dal peso importante per una compatta. In mano da una sensazione di solidità che non avevo mai avuto con una fotocamera di questo genere. Il look è retrò, ed è priva di fronzoli, anonima e si adatta molto bene alla fotografia street. Davanti infatti, troviamo solamente l’obiettivo, il mirino ottico ed infine, il selettore per il tipo di messa a fuoco. Nella parte posteriore invece, troviamo un ampio LCD, due ghiere che servono rispettivamente per tempi e diaframmi nella modalità manuale, e sette pulsanti. nella parte superiore la slitta per il flash e altre due ghiere che servono per la selezione delle modalità di scatto e per la compensazione dell’esposizione, oltre ad un tasto “Function” che di default è impostato sulla sensibilità ISO ed infine il marchio ed il modello, stampigliati sulla placchetta in lega di magnesio di cui tutto il corpo macchina è composto.

Caratteristiche tecniche principali:

Sensore da 12MP (4:3) EXR CMOS Obiettivo 28-112 f/2.0-2.8 Mirino ottico con copertura dell’85% LCD da 2,8” e 460.000 pixel Controllo manuale esteso RAW e conversione RAW in camera Scatto continuo a 7fps a risoluzione massima (con possibilità di arrivare a 10fps ma a 6mp) Corpo in lega di magnesio

Al primo impatto

La prima cosa che ci si chiede una volta osservata con attenzione è la seguente: “ma il tasto per l’accensione?”. Gli ingegneri Fuji hanno pensato un modo molto elegante ma anche poco vistoso per accendere questa macchina fotografica: si deve infatti ruotare l’obiettivo in senso orario mentre per spegnerla basta compiere l’operazione inversa. Diciamo che chi viene da una reflex Canon, si sentirà un pochino a casa, perché le ghiere che stanno sul dorso della fotocamera, hanno le stesse movenze di quelle che si possono trovare nel brand che ho appena citato, c’è da dire però, che sono un pochino troppo leggere, e maneggiandola un po’ si rischia di cambiare impostazioni senza nemmeno accorgersi.

Impressioni d’uso Dopo essermi girato tra le mani questo gioiellino per circa un’oretta, mi sono deciso ad uscire per scattare qualche fotografia: se si usa in automatico tutto ok, ma siccome la fotocamera con il suo look richiama le linee della X100 ed essendo la “sorella minore” è davvero un peccato utilizzarla in questa modalità. I menù devo dire che sono abbastanza complicati e per trovare alcune funzioni, come ad esempio l’impostazione della registrazione dei file RAW, ho dovuto leggere ogni singola voce presente nell’elenco. Ho provato ad utilizzarla in priorità dei diaframmi e mi sono subito trovato bene e navigando nei menù ho scoperto una sorta di “modalità stealth” che permette di eliminare tutti i suoni che la macchina fotografica emette, rendendola particolarmente adatta in situazioni dove il silenzio è d’obbligo o meglio nella fotografia street, dove l’intento è appunto quello di dare nell’occhio il meno possibile. Per quanto riguarda invece la maneggevolezza, devo dire che come modello pur essendo compatto, ha i tasti abbastanza distanziati anche se quelli del lato sinistro lo sono un po’ di meno. Le ghiere della modalità di scatto e quella della compensazione dell’esposizione sono solide, al contrario di quelle che regolano tempi e diaframmi, che invece sono molto più leggere nello scorrere. L’impugnatura è comoda e la gomma che la ricopre da un buon grip. Unica pecca di questa brillante macchina fotografica è probabilmente la batteria: ho scattato poco più di trenta foto ed è già scesa al 66%. Il flash è piccolino, ma studiato bene ma date le dimensioni, non porta significativi benefici alle fotografie. Sul retro della fotocamera troviamo la ghiera più grande che modifica le impostazioni per la modalità macro, per il flash, l’autoscatto e per la modalità drive, troviamo poi un tasto per attivare la registrazione dei RAW, che però risulta essere attivo solo per uno scatto (si può però attivare la registrazione di questo tipo di file sempre, dai menù di configurazione della macchina).

Prestazioni: mirino e LCD

Il mirino ottico riproduce la lunghezza focale impostata sull’obiettivo ma soffre di un problema di parallasse, e questo si nota in particolar modo quando si fotografano oggetti che stanno ad una distanza inferiore al mezzo metro. Inoltre dai 28 ai circa 50mm di focale, nel mirino si vede l’obiettivo della macchina fotografica. un’altra piccola pecca di questo accessorio, è il fatto che non indichi nemmeno la carica della batteria, cosa che nella sorella maggiore, la X100, di certo non manca. Bisogna anche dire però che si parla di una compatta, e che il mirino ottico con elementi in vetro, e non in plastica, è un lusso che si può trovare in pochissimi modelli di questo segmento. Lo schermo LCD invece, risulta molto chiaro e facile da leggere come nella X100 (che per altro presenta la stessa grafica), oltre che personalizzabile: si può utilizzare in Live View, con bolla elettronica, istogramma, compensazione dell’esposizione e griglia, oppure senza Live View, ma con lo schema dei punti di messa a fuoco, se si posiziona il selettore anteriore su “AF-S”.

Prestazioni: messa a fuoco.

La messa a fuoco automatica è piuttosto rapida in piena luce e da la possibilità di scegliere tra la modalità “AF-C” che è rapidissima, e la modalità “AF-S”, che permette invece di scegliere manualmente in quale punto della fotografia mettere a fuoco, mentre invece la messa a fuoco manuale, la ritengo pressoché inutilizzabile: non si agisce sull’obiettivo ma sulla ghiera posteriore più grande, ovviamente solo in Live View. In condizioni di scarsa luminosità poi, la velocità cala moderatamente ed in caso di bisogno interviene un piccolo “faretto” ausiliario che è posto di fianco all’obiettivo, che comunque non migliora più di molto la reattività della macchina. Continuando a parlare della messa a fuoco, con soggetti in movimento c’è la possibilità di attivare la modalità “tracking” e la modalità brust che permette di fotografare a 7 fps a risoluzione massima, ma queste due funzioni non si rivelano poi così efficaci. Ah, non pensate di fare raffiche di RAW perché non è una reflex, il buffer si riempie subito e a registrare i files ci mette un po’.

Prestazioni: obiettivo

L’obiettivo è uno zoom 28-112 f/2.0-2.8, quindi molto luminoso e si vede subito quando si scatta con poca luce: i tempi sono talmente veloci che quasi vien voglia di preferirla ad una reflex, peccato per la messa a fuoco un po’ lenta. L’obiettivo risulta molto nitido in tutta l’estensione della foto e il diaframma varia a passi di 1/3 di stop, fino ad arrivare ad un’apertura minima di f/11 sia al minimo che al massimo della lunghezza focale. Esiste anche una modalità macro ed una “super macro a 1cm” che possono essere attivate dalla ghiera principale, queste modalità non prevedono l’utilizzo del mirino ma dello schermo LCD, ed i risultati si allineano con la maggior parte delle compatte: messa a fuoco non sempre efficace e rapporto d’ingrandimento basso. L’estensione focale permette l’utilizzo in buona parte delle situazioni di ripresa, si può quindi fotografare soggetti che vanno dal panorama al ritratto ma il vantaggio rispetto alle concorrenti è l’apertura ampia, che permette di ottenere dei ritratti con uno sfuocato più che accettabile.

Prestazioni: qualità delle foto. Arriviamo ora alle fotografie, che per una compatta, devo dire che sono davvero molto pulite e nitide (soprattutto grazie all’obiettivo), fino a circa ISO 800, perché oltre questa soglia si presenta inevitabile il rumore, che per una compatta è decisamente un buon traguardo. I file Jpeg hanno una riduzione del rumore standard non troppo aggressiva, ma che all’occorrenza si può far aumentare o diminuire; i RAW invece mostrano un po’ più di disturbo ma con software come Adobe Lightroom si riescono ad ottenere risultati soddisfacenti. Il vantaggio sugli ISO è dato dal sensore, infatti quello della X10 è il più grande della categoria: misura infatti 2,3” contro i 1/1,7” della Canon S95 e i 1/1,63” della Lumix LX5. Sia i RAW che i Jpeg sono piuttosto malleabili e resistono bene alle modifiche compiute dai programmi di foto-ritocco senza si noti più di tanto. Una nota estremamente positiva la lascio al bilanciamento del bianco automatico, che anche con il tungsteno restituisce dei bianchi praticamente perfetti, finché non si usa il flash con sorgenti di luce miste. Prestazioni: Il video

Il video è stato migliorato rispetto alla sorella maggiore, infatti è stata introdotta la possibilità di girare video in Full HD a 30fps, oltre che la risoluzione HD ready.La qualità dei video è decisamente buona. Una modalità interessante è quella della ripresa ad alta velocità che può essere di 70, 120 o addirittura 200fps, come nella quasi totalità dei casi però, questa funzione obbliga ad acquisire video di dimensioni estremamente ridotte e di bassa qualità, che all’atto pratico è utilizzabile solamente per divertimento.

I pro e contro

Pro: Buona costruzione Obiettivo versatile e luminoso Buona qualità fino ad ISO 800 Modalità “stealth” per fotografia street Video in Full HD Bilanciamento del bianco Mirino ottico con elementi in vetro Design retrò

Contro: Prezzo elevato Ghiere tempi/diaframmi troppo leggere Menù difficili da navigare Durata della batteria Flash poco potente Messa a fuoco manuale

Conclusioni

Sicuramente, la X10 è un prodotto che eccelle nella sua classe: la resa delle fotografie e il sorprendente sfuocato che l’obiettivo sa dare, trovano pochi rivali tra le compatte. La solidità che sa trasmettere è simile a quella che si può trovare in prodotti professionali e il fotoamatore che vuole un controllo accurato dell’esposizione ha pane per i suoi denti. Poco vistosa e molto silenziosa, questa fotocamera è adatta alla fotografia street, e la chicca del video in Full HD fa la differenza. Se proprio vogliamo trovare dei difetti a questa macchina, sono sicuramente il prezzo e le ghiere un po’ leggere, ma del resto credo che sia nella top ten delle migliori compatte.

Qui sotto potete accedere alle 4 immagini di esempio della fuji X10 [gallery]

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