Giorno 9: Tips and tricks

Living In A Post-Card

Partiamo con una premessa per chi non usa tutti i giorni una macchina fotografica: quando parlo di apertura del diafframma, parlo di quanta luce entra nella macchina fotografica attraverso l'obiettivo. La quantità di luce che colpisce il sensore o la pellicola viene indicata con un numero detto "f/stop", ad esempio, se dico f/2.8 sto dicendo che la luce che entra nella fotocamera è tanta, quindi per evitare di avere una foto completamente bianca (bruciata) devo far passare questa quantità di luce per poco o pochissimo tempo per ottenere una foto con i colori e la luminosità corretti. Se invece dico f/22 sto dicendo l'esatto opposto, quindi siccome di luce ne entra poca dovrò farla passare per un tempo maggiore per ottenere lo stesso risultato.

In un forum molto visitato, lo Juzaforum, dove si possono trovare persone molto brave e preparate mi è stato chiesto come mai nella foto sovrastante, avessi usato un'apertura di f/22, siccome era buio, la domanda è più che lecita: se è buio, perché fare in modo che entri poca luce? la risposta sta proprio nella fotografia.

Se acessi utilizzato un'apertura di f/11, che è un valore che si usa solitamente nella fotografia paesaggistica, non avrei avuto l'effetto raggiera che c'è su ogni fonte di luce puntiforme, come i lampioni la sera o il sole di giorno. Infatti il trucco per ottenere questo tipo di effetto è proprio chiudere al massimo l'apertura del diafframma perché questo elemento dell'obiettivo è costituito da delle lamelle che, non essendo perfettamente circolari, non fanno passare la luce come se fosse puntiforme, creando appunto l'effetto raggiera.

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