Giorno 177:QUALE PARTE DI EYJAFJALLAYÖKULL NON TI È CHIARA? 9 di 10

Vi dico subito che in questa giornata proverò una delle emozioni più forti della vacanza e della mia vita, un evento che sento di essere stato fortunato a vedere e che con le sole parole e foto purtroppo non si può spiegare, ma andiamo con ordine.

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Mi sveglio prima dell'allarme e poltrisco un po' nel mio letto in attesa del risveglio dei miei compagni di viaggio. Oggi esploriamo la capitale più settentrionale del mondo, Reykjavik. Il giro che facciamo è piuttosto caotico, ma tocchiamo parecchi punti di interesse: dalla città vecchia all'harpa, dal monumento dedicato ai vichinghi al parlamento islandese, dalla chiesa alla parte nuova, piena di palazzi moderni.

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Durante la camminata ci fermiamo dapprima a fare una colazione leggera, per pranzo invece ci fermiamo nello stesso posto che ci ha accolto la sera dell'arrivo a mangiare la zuppa calda (l'unica di Islanda che a mio modo di vedere val la pena mangiare) e la sera ci rechiamo in un locale del porto dove finalmente facciamo una deviazione dal solito menù, ordinando del salmone alla griglia con asparagi e del farro mantecato con della crema ai funghi.

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Una vera prelibatezza. Nei quaranta minuti che ci separano dall'ultimo letto islandese tiriamo un po' le somme del viaggio. Abbiamo fatto quasi 3000km di strada, quasi 100km a piedi e abbiamo visto un sacco di cose, saltando pochissime mete che ci eravamo promessi di visitare. Abbiamo visto balene, foche, pulcinelle di mare, attraversato il circolo polare artico e visitato tutte le cascate possibili (e raggiungibili senza fare tante deviazioni).

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L'Islanda però ha ancora un ultimo asso nella manica: un'ultima, grandiosa emozione da regalarci. Sotto la mia insistenza controlliamo il gruppo Facebook che si occupa dell'avvistamento delle aurore boreali, e capiamo che questa potrebbe essere la sera giusta.

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Dopo un commento che diceva che nella capitale era visibile, ci precipitiamo fuori, reflex e cavalletto sottomano sperando di vederla e fotografarla. Come usciti dalla porta vediamo immediatamente il bagliore verde sospeso a mezz'aria nel cielo, esplodiamo di gioia!

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Uno degli eventi naturali più incredibili che abbia mai visto. Le "luci del nord" si muovono in continuazione, e il loro effetto non è affatto duraturo come immaginavo. E' la prima volta che la vedo ma e certamente vorrò rivederla, magari in un'altra parte d'Europa.

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Fortunatamente la nostra guesthouse è a pochi passi dalla fine della strada e mi fiondo con tutta l'attrezzatura in quella direzione per fare una foto. Come detto l'effetto non dura molto e dopo questo ultimo regalo, domani è il giorno dei saluti: riconsegneremo la nostra Vitara e prenderemo un aereo per tornare a casa. Grazie Islanda!

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Il viaggio è finito purtroppo, ma i post sul blog no! Settimana prossima ci sarà una "guida" sulle cose che ho notato, curiosità e consigli fatti in base a quello che è stata la mia (grandiosa) esperienza. Cercherò di elencare tutte i posti dove abbiamo dormito, se riesco anche quelli dove abbiamo mangiato ed infine per i lettori più fedeli, anche un regalo!

 

Giorno 176:QUALE PARTE DI EYJAFJALLAYÖKULL NON TI È CHIARA? 8 di 10

Ci alziamo con molta calma e andiamo a fare la colazione migliore da quando siamo in islanda: un'ottima ciambella al cioccolato fondente e riso soffiato, con ripieno di caramello e un pasticcino al cioccolato e cocco, un po' granuloso ma dal gusto spaziale. Durante il tragitto ci imbattiamo in una palude termale, ci fermiamo per fare qualche foto e vedere quanto sia calda l'acqua, scoprendo che passa ben oltre i centro gradi. in lontananza si vedono delle centrali termoelettriche.

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La prima tappa che decidiamo di visitare è una cosa che in abbiamo già visto in un luogo diverso: l'incontro di due placche tettoniche.

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Percorrendo la faglia, si arriva ad una cascata relativamente poco conosciuta: Oxarafoss, dove troviamo un sacco di gente ferma per fare foto.

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Riprendiamo l'auto e, dopo una breve pausa, arriviamo al posto che ha dato il nome a tutti i Geyser del mondo: Geysir. In questo posto ci sono due gayser: quello "originale" ormai calmo da moltissimo tempo ed un secondo, che al contrario è parecchio attivo.

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Lo spruzzo di vapore parte ogni 5/10 minuti e arriva tranquillamente oltre i 35 metri di altezza. Si vede che la terra è viva!

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Rimaniamo il tempo necessario a vedere 4 spruzzate, per poi spostarci verso gullfoss. Questa enorme cascata ha una particolarità: è una delle poche che ha sempre il sole in una posizione tale da creare un arcobaleno ben visibile. La cascata secondo me non è una delle più belle, ma certamente è gigantesca e maestosa.

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Abbiamo abbastanza tempo per visitare la Secret Lagoon e rilassarci un po'. Questa "SPA" non è altro che una grande piscina a cielo aperto, con l'acqua che supera abbondantemente i 40 gradi, una goduria in contrasto alla fredda aria islandese. In serata torniamo finalmente a Reykjavik, abbiamo completato la ring road! Il viaggio è stato lungo, ma divertente. Abbiamo visto una miriade di paesi grandi e piccoli, visto animali e post unici. Un'avventura indimenticabile, e il bello è che non è ancora finita.

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La sera dopo l'ennesimo hamburger, facciamo un giro veloce del lungomare e ne approfitto per fotografare l'Harpa, un edificio moderno che si illumina  in tributo all'aurora boreale. Ci starebbe bene un video, ma come ben sapete, le foto son la mia passione. Domani visiteremo in lungo e in largo la capitale islandese, le ultime 24 ore complete nella terra che ho sognato di visitare per tanti anni. 

Giorno 175:QUALE PARTE DI EYJAFJALLAYÖKULL NON TI È CHIARA? 7 di 10

Questo è uno dei giorni più intensi di tutta la vacanza, le cose da vedere sono tante e le ore a disposizione son sempre ventiquattro. Partiamo presto dalla nostra guesthouse immersa nel nulla e prendiamo subito la strada principale, direzione Hvolsvöllur. La prima fermata è a Jökullsarlon, dove il più grande ghiacciaio europeo riversa gli iceberg che si staccano dalle sue sponde.

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Il posto è davvero pienissimo di turisti, d'altro canto questa zona dell'Islanda è la più battuta in assoluto. Gli icebergs sono enormi, hanno forme e colori pazzeschi, quasi innaturali. Pensare che questi ghiacci hanno migliaia e migliaia di anni mi fa impressione.

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Mentre giriamo per questa laguna fa capolino dall'acqua una foca, che poco dopo viene raggiunta da altre due. Ci spostiamo verso la spiaggia adiacente per vedere l'incontro fra ghiacciaio ed oceano, ma non faccio alcuna foto perché il sole del mattino non permette di ottenere dei risultati soddisfacenti. Qui mi porterò via un po' della sabbia nera presente sulle sponde, che adesso riposa in una bottiglia di vetro nel mio studio fotografico.

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Ci fermiamo anche ad una seconda laguna piena di Iceberg, che però non è altrettanto mozzafiato come quella appena vista. Riprendiamo la macchina e durante tutto le ore successive, sullo sfondo avremo sempre il ghiacciaio Skaftafell, davvero impressionante.

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Dopo una veloce pausa pranzo, ripartiamo alla ricerca del relitto di un aereo, che non è segnalato in alcun modo. Per arrivare sul posto percorriamo la strada principale, circondata completamente da campi di lava che si estendono a perdita d'occhio, interrotti solo dal ghiacciaio.

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Non facciamo troppa fatica a trovarlo perché nonostante non ci siano indicazioni, c'è un enorme parcheggio pieno di auto. La camminata è piuttosto lunga, circa 45 minuti per andare e 45 per tornare, e fare foto a questo "monumento" è reso estremamente difficile dalla quantità di persone presenti.

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Ripresa l'auto ci spostiamo alla prima, maestosa cascata della giornata: Skógafoss. La si vede già dalla strada, la quantità di acqua che sposta è tantissima. Purtroppo anche qui sembra di parcheggiare l'auto la domenica all'Ikea, purtroppo il tempo è poco e non possiamo aspettare e dopo poche foto ripartiamo.

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Adesso è il turno di una piscina calda dismessa, non facciamo fatica a trovarla, la quantità di gente non è paragonabile alle ultime cose che abbiamo visto, ma comunque di gente cen'è. Io scelgo di non fare il bagno, l'acqua ha un colore che non mi convince troppo.

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Una volta saliti in auto ci dirigiamo verso quella che secondo me è la cascata più bella che ho visto fino ad ora: Seljalandsfoss. La cascata in sé non è alta e non ha una portata paragonabile ad altre già viste, ma ha la particolarità di poterle girare a 360 gradi.

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Ci prepariamo per evitare di bagnarmi, mettendo k-way e pantaloni anti pioggia e iniziamo ad avvicinarci. L'ora è tarda e il sole è particolarmente basso. Dopo alcune foto la nostra stella fa capolino dalla roccia, e colora di arancione la cascata, una scena che difficilmente dimenticherò, una delle scene più belle della mia vita.

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Completiamo il giro della cascata e scappiamo a mangiare, perché nonostante ci sia luce, sono comunque le nove di sera. 

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Dopo più di 400km in auto e 13 fatti a piedi, la giornata è finita. Ci sarebbero tutti i presupposti per vedere l'aurora boreale, ma siamo tutti sfiniti e sprofondiamo nel letto a dormire. Domani dovremmo fare il circolo d'oro e, se ci avanza tempo, anche un giro alla famosa Secret Lagoon.

Il viaggio ci porterà a percorrere oltre tremila chilometri in auto e più di cento a piedi. Per non perdervi nemmeno una foto seguitemi su Facebook ed Instagram, ricordo inoltre che se vi piace qualche foto potete contattarmi per averne una copia stampata!